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Prescrizione in Pet Therapy


Come si fa un progetto?

Come si fa un progetto? - Il Magazine della Pet Therapy

A)  Fase di valutazione = capire le caratteristiche della struttura, le aspettative dell’ente, il coinvolgimento del personale, le caratteristiche degli utenti

 

1)    si spiega al richiedente (per esempio il responsabile della struttura) che cosa è la pet therapy, cioè un’attività di facilitazione al cambiamento della persona, e quali obiettivi generali si possono raggiungere con un progetto di pet therapy; si specificano inoltre le esigenze riguardanti gli spazi e la collaborazione necessaria all’interno della struttura per avviare un progetto e l’importanza di un momento formativo per il personale di almeno mezza giornata.

2)    si fa un giro per la struttura muniti di griglia di valutazione ambientale, di una macchina fotografica (con il permesso del gestore) e di un notes per segnare possibili criticità-opportunità presenti nella struttura ma non indicate nella griglia, si farà attenzione anche alle dotazioni strumentali e agli orari della struttura, richiedendo quali altre attività già si fanno in struttura.

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A)  Fase di programmazione: definire gli obiettivi del progetto sulla base delle richieste di auspicabilità formulate dall’ente e sulla plausibilità riferita al progetto

1)   si domanda al richiedente di formulare un quadro di obiettivi auspicabili per i pazienti che intende coinvolgere nel progetto di pet therapy e di aree di criticità degli stessi (argomenti caldi, cambiamenti compromissori) e parimenti quali altri interventi sono già in essere su quel paziente al fine di stabilire le possibili sinergie da implementare e, viceversa, le ostatività da evitare.

2) il team prescrittivo formula un primo progetto programmatico a partire dall’auspicabilità e dalle criticità espresse dal richiedente e dalle figure di riferimento dei pazienti, in particolare definisce un campo di plausibilità in riferimento alle specifiche della pet therapy e del tipo di servizio richiesto.

3)   il team prescrittivo e il richiedente si incontrano di nuovo per definire gli obiettivi del progetto che pertanto devono risultare a questo punto plausibili e auspicabili e congiuntamente vengono incontrati i pazienti da coinvolgere nel progetto per stabilire il loro registro dialogico e interattivo e quindi avere una prima idea sulla filiera di pet relationship da mettere in campo.

 

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A)  Fase di prescrizione: definire le dimensioni di relazione, ossia le attività di incontro con il pet utili al raggiungimento degli obiettivi

1)   il team prescrittivo si incontra per definire referenze utili e dannose per quei pazienti in riferimento agli obiettivi precedentemente definiti e, di conseguenza, per stabilire le dimensioni di relazione utili (da implementare) e quelle dannose (da evitare) sulla base della tabella del canone di zoo antropologia assistenziale; quindi in riferimento alle dimensioni indicate si individua un argomento generale del progetto, una filiera di pet relationship e le caratteristiche del team operativo.

Tabella. Le dimensioni di relazione

 

 

 

Dimensione

Attività

Tipologia di fruitore

Epimeletica

prendersi cura, dar da mangiare, accudire, spazzolare, preparare un giaciglio = aiuta nel decentramento,  rafforza l’autostima, fortifica la prosocialità, sviluppa l’empatia

indicata per le persone che hanno atteggiamenti  antisociali, scarsa responsabilità, basso livello di autostima

Ludica

giocare con l’animale, stare in una situazione di finzione, stimolarlo al gioco = ha un effetto stimolativo e ansiolitico, aumenta l’integrazione e la partecipazione sociale

persone timide, demotivate,  ansiose, per favorire la formazione di un gruppo coeso

Comica

ridere con l’animale, divertirsi, creare delle situazioni buffe = stimola le emozioni positive, allontana i brutti pensieri, allenta il peso di situazioni o condizioni problematiche

bambini ospedalizzati, per persone in carcere o in comunità di recupero

Esplorativa

conoscere le caratteristiche dell’animale, imparare il modo corretto di gestirlo o condurlo = dà conoscenze e competenze, aumenta l’autoefficacia, sollecita le risorse costruttive della persona

ragazzi con problemi di inserimento sociale

Biografica

ricordare delle proprie esperienze con gli animali, fare autonarrazione o esercizi mnemonici = aiuta il mantenimento o il recupero della memoria,  facilita la costruzione del sé

anziani con il morbo di Alzheimer o per persone con senso di eradicamento

Performativa

fare delle attività o dei percorsi attraverso l’aiuto e l’alleanza con l’animale = rafforza l’autostima, permette di sperimentare nuove dimensioni identitarie

bambini con disabilità motorie o psichiche o con disturbi nell’attaccamento

Distraente

rilassarsi accarezzando l’animale, fare attività di grooming, lasciarsi coccolare dal pet = diminuisce la fluttuazione emotiva e l’irritabilità della persona, allenta lo stato di stress

soggetti irritabili, i bambini autistici, le persone che versano in uno stato di stress

Estetica

meravigliarsi osservando l’animale, ammirare le capacità dell’animale = ha un forte effetto decentrativo, diminuisce la chiusura in se stessi, l’egocentrismo e l’ossessività

situazioni di tossicodipendenza o comportamenti compulsivi

Collaborativa

aiutare l’animale in un’attività, imparare il linguaggio dell’animale = unisce l’effetto decentrativo a quello empatico, è la migliore per rafforzare la prosocialità e per diminuire il delirio

persone con grossi disturbi di inserimento sociale e nei soggetti schizofrenici

Narcisistica

l’animale che fa delle cose per la persona, l’animale che obbedisce ai nostri comandi = dà un forte contributo di autostima, stimola la persona a entrare in relazione con il mondo esterno

situazioni di depressione e nei bambini con gravi disabilità

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A)  Fase di pianificazione: mettere a punto le diverse attività del progetto

 

1)    il team prescrittivo incontra il team operativo per definire l’operatività del progetto sulla base dei report di valutazione ambientale e del fruitore e delle caratteristiche del disegno di progetto; il piano operativo deve stabilire le risorse complessive utili alla sostenibilità del progetto; quindi si passa alla definizione del piano analitico delle attività stabilendo seduta per seduta argomento e attività.

2)    il team operativo fa una visita alla struttura per valutare direttamente le caratteristiche del contesto e dei fruitori e per apportare le modifiche del caso utili a migliorare l’operatività del progetto; congiuntamente si provvede a stilare una calendarizzazione delle diverse sedute, in riferimento alle esigenze della gestione, e a definire le figure di supporto interne alla struttura.

3)    il responsabile del progetto, ossia colui che coordina il team prescrittivo, più  alcune figure del team prescrittivo e del team operativo provvedono a realizzare il seminario di formazione del personale interno, presentando in modo ufficiale e dettagliato le persone e gli animali che andranno a prendere parte alle sedute.

4)    si fa una prima riunione di inizio progetto per vedere se ci sono ancora degli aspetti da ultimare, per sentire lo stato degli operatori alla vigilia dell’attuazione e per verificare lo stato degli animali sotto i diversi profili, per valutare le caratteristiche dei materiali da utilizzare nel progetto; in questa seduta si andrà a definire anche l’organizzazione del monitoraggio (aree, monitor, cadenze) e le tempistiche di follow up di progetto.

 

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